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Vincitore concorso di idee Ex Direzione delle Saline di Comacchio

Sito dell’Ente Clara Spa  |  Articolo da Comacchio.it  |  Articolo su ProfessioneArchitetto.it

Per la nuova sede di Clara S.p.a. da realizzarsi nell’edificio storico della Ex direzione delle saline a Comacchio, Baustudio, come socio di Polo Progetti Soc. Coop., ha elaborato un progetto che si basa sulla valorizzazione delle peculiarità del comparto e improntato sulla ri-funzionalizzazione del complesso edilizio attraverso interventi mirati ed essenziali.

L’impianto distributivo è stato pensato per rendere più accessibili alla cittadinanza le funzioni a diretto contatto con il pubblico e consentire all’edificio di dialogare con il contesto urbano circostante. Il lungo corridoio è stato ridisegnato come percorso pedonale che collega il canale con la porzione più interna mentre l’accesso sul retro del lotto è stato ripensato per accogliere i ciclisti e incentivare la mobilità sostenibile con una velostazione coperta, collegata attraverso un nuovo percorso con l’ingresso principale. Da qui sarà possibile raggiungere i vari sportelli per il pubblico. Il front-office di Clara avrà una posizione privilegiata, adiacente all’ingresso principale.

La corte interna, caratterizzata dalla presenza del grande albero, si configura come uno spazio flessibile adatto ad essere utilizzato sia come parcheggio, ma anche come piazza urbana per manifestazioni di interesse generale. La sala pubblica da cento posti, ricavata nello spazio dell’ex teatrino e dotata di ingresso e servizi autonomi, è resa in naturale continuità con lo spazio esterno grazie alla trasformazione delle finestre esistenti in porte finestre e alla cura delle soluzioni architettoniche adottate per il disegno degli spazi esterni

I piani superiori del fabbricato sono invece stati riservati agli uffici del personale e agli archivi, che acquisiscono un ruolo di rilevanza e di pregio grazie alla realizzazione di doppi volumi ricavati dalla demolizione dei soffitti individuati come pericolanti: la qualità e l’originalità degli spazi proposti viene vissuta nel quotidiano dai dipendenti delle aziende e viene percepita anche dagli utenti finali e dai cittadini che scorgono gli ambienti passeggiando lungo il canale di via Fogli.

Oltre agli spazi richiesti dal bando di gara, sono stati aggiunti i locali di rappresentanza e un ampio ambiente di aggregazione per tutti i dipendenti. La ricerca della luce naturale negli ambienti più interni denota un’attenzione per i temi di risparmio energetico, che emergono chiaramente nelle scelte tecnologiche degli impianti meccanici e nelle proposte di isolamento innovative messe in campo. Una porzione del tetto è stata riservata per la creazione di una terrazza panoramica, alla quale si più giungere tramite la scala monumentale o il nuovo ascensore, in gradi di servire tutti i livelli per garantire la totale accessibilità degli spazi.

Gli interventi previsti amplificano le caratteristiche qualitative innate nel complesso, rispettandone la storicità e creando spazi funzionali in cui convivono ambiti pubblici in grado di dialogare efficacemente con la città e ambiti più riservati per le varie aziende.

Sito dell’Ente Clara Spa  |  Articolo da Comacchio.it  |  Articolo su ProfessioneArchitetto.it

3° classificato al concorso per la Scuola Manicardi a San Martino in Rio

Terzo classificato al concorso di idee per la scuola Manicardi di San Martino in Rio

Baustudio ha partecipato al concorso di idee ad inviti bandito dal Comune di San martino in Rio per la ristrutturazione e ampliamento del plesso scolastico e per la valorizzazione dell’area urbana nella quale sorge. Il raggruppamento temporaneo di professionisti era composto da Baustudio – Ing. Marco Guidotti, ASP.ILT. Ing. Luigi Tundo e Arch. Stefano Piazzi, Arch. Arch. Erica Pè, Arch. Gabriele Cavoto, Ing. Tommaso Grassi, Ing. Matteo grilli – studio Marchingegno, Ing. Ludovica Bolognesi,, Per. El. Federico Giovannini, Per. Ind. Davide Guidotti, Dott. Luigi Vigneri, Maria De Pietro.

Il progetto proposto per la ristrutturazione del Plesso scolastico di Via Manicardi, intende rispondere alle evidenziate necessità di ampliamento, attuando la contestuale riconfigurazione dell’intero complesso con l’obiettivo di restituire alla città ed alla popolazione nuovi migliori spazi in termini di fruibilità, utilizzo e vivibilità, ricercando un dialogo spaziale e visivo con il contesto circostante.

L’ampliamento dell’edificio è stato pertanto sviluppato non tanto come l’insieme di spazi didattici distribuiti linearmente lungo un percorso distributivo, quanto come l’insieme di nuovi volumi inseriti all’interno dell’area verde circostante la scuola, con l’obiettivo di preservare le alberature esistenti, realizzando così un sistema distributivo nuovo ed originale, che rispetta le specificità del luogo.

Il concept architettonico è stato sviluppato con l’intenzione di fornire dinamismo all’intera volumetria e di integrarla con il contesto, evitando un effetto compositivo monolitico.  Il nuovo volume deve inserirsi nel rispetto dell’esistente, presentando pertanto un’altezza contenuta ad un solo livello fuori terra, al fine di non ombreggiare l’esistente, offrendo una scuola più a misura di bambino. Questo è reso possibile anche dalla scelta cromatica e materica del nuovo edificio, attraverso l’utilizzo mirato del colore, di elementi compositivi quale la pensilina continua aggettante sul fronte est, le numerose trasparenze e una trama della nuova facciata scandita da aperture e brise soleil che integra l’edificio con il verde pubblico ed il costruito cittadino circostante. Tali scelte apportano all’ampliamento una forte connotazione iconica, ricca di carattere, con la volontà di risultare facilmente distinguibile e gradita dai bambini che vivranno la nuova struttura scolastica.

I due principali nuovi corpi di fabbrica (blocco aule ed aula magna) situati ad est, pur essendo articolati, sono resi compatti dal sistema di coperture e dalla modularità delle grandi vetrate che affacciano sul giardino. Un importante elemento architettonico è rappresentato dalla pensilina lineare bianca: questa, estendendosi sul blocco aule viene poi parzialmente interrotta dal volume iconico dell’aula magna, e la si ritrova adiacente all’ingresso, protesa verso il parco pubblico ad accogliere bambini e genitori che privilegiano una accessibilità alternativa a quella carrabile. I nuovi ambienti didattici seguono come principio la totale apertura verso l’area verde, garantendo permeabilità comunicativa alla struttura. L’alternanza di finestrature, elementi schermanti e tettoie, integrata all’uso del colore per le superfici, contribuisce a sostenere l’espressività e la caratterizzazione dell’edificio. La forte specificità dell’edificio è individuabile nella scelta di integrare le alberature esistenti nel nuovo prospetto est e nell’articolazione delle “aule aperte”: spazi didattici esterni, inseriti nel volume ideale dell’ampliamento, per una stretta connessione con il verde esistente e quello di progetto.

Il nuovo ampio ingresso, aperto e rivolto verso il parco cittadino, consente poi di riconfigurare la distribuzione interna trasformandola in un anello ideale, che abbraccia le due corti verdi interne generate dal posizionamento ad est dei nuovi volumi dell’ampliamento.

La particolare conformazione della proposta progettuale prevede quindi la realizzazione di un ampio percorso esterno coperto affacciato sul parco, e di uno parallelo interno, affacciato sulle corti. I nuovi spazi educativi si sviluppano tra tali elementi distributivi, che di fatto costituiscono un filtro tra le aule e lo spazio esterno. La disposizione dei volumi delle 5 nuove aule, orientate verso il verde pubblico, lascia dei vuoti con l’intento di mantenere in essere le alberature esistenti, definendo così nuovi spazi didattici all’aperto. Il progetto promuove inoltre la trasformazione dell’attuale ingresso della scuola primaria in uno spazio di relazioni: una piazza interna adibita alla ricreazione dei bambini, un vero e proprio spazio di comunicazione ed aggregazione; il lucernario esistente, la nuova pavimentazione e distribuzione, che risolve i dislivelli esistenti, contribuiscono ulteriormente a contraddistinguere lo spazio favorendone la componente ludica.

Tra le caratteristiche progettuali si segnala inoltre l’utilizzo della tecnologia in X-lam, soluzione innovativa ed ecosostenibile per le nuove costruzioni in ambienti sensibili. I materiali previsti nel progetto sono naturali ed eco-compatibili per una scelta inequivocabile che unisce la salvaguardia ambientale alla tutela della salute di questi spazi, frequentati da un’utenza particolare e vulnerabile.  In aggiunta a tali aspetti si evidenzia l’utilizzo del colore, attraverso idoneo studio dello stesso, nella caratterizzazione di spazi (aule e laboratori) ed elementi (pavimentazioni e pareti).

Vincitore nella gara d’appalto per il Nuovo Teatro delle Passioni a Modena

Baustudio ha elaborato con ASP.ILT e JB Group l’offerta tecnica vincitrice della gara d’appalto per la realizzazione della nuova sede del Teatro delle passioni a Modena, aggiudicato in modo provvisorio a CME e OT S.r.l a dicembre 2017 dal Comune di Modena.

 

Il cantiere per la realizzazione del Nuovo Teatro delle Passioni, con la riqualificazione dell’edificio ex Enel nel comparto Amcm a Modena, potrà essere avviato entro l’estate. E’ terminata, infatti, la gara d’appalto con procedura a offerta economicamente più vantaggiosa per il primo stralcio funzionale dell’intervento, dal valore di cinque milioni di euro, con l’assegnazione, in via provvisoria per le consuete procedure amministrative di controllo, all’associazione temporanea di imprese costituita da Cme (Consorzio imprenditori edili di Modena) e Ot srl di Mirandola.

Nell’area compresa tra via Buon Pastore, via Carlo Sigonio e via Peretti, destinata a trasformarsi nel Parco della creatività, è già stato realizzato l’intervento di riqualificazione dell’ex centrale Aem, sede del Laboratorio aperto sul tema “cultura, spettacolo, creatività” e della scuola di Emilia Romagna Teatro, mentre nel corso dell’estate sono in programma anche lavori di riqualificazione di una parte dell’area esterna con la pavimentazione in pietra di Luserna delle zone perimetrali dei due edifici.

Il Nuovo Teatro delle Passioni avrà una sala spettacolo da 150 posti, camerini, “foyer” con biglietteria e guardaroba nel corpo centrale del complesso, un bar ristorante con soppalco e accesso sul terrazzo. L’intervento del primo stralcio riguarda una superficie di 2.200 metri quadri, rispetto alla superficie totale di 5.500 metri dello stabile nel suo complesso, e prevede anche le opere di adeguamento sismico e antincendio dell’intero edificio costruito nel 1920 nonché le opere impiantistiche esterne e il polo tecnologico in sede remota.

Le migliorie tecniche offerte sono state selezionate per implementare la qualità complessiva dell’opera, in termini di prestazioni di prodotti e materiali impiegati, di durabilità e manutenzione degli stessi, di semplicità d’uso e flessibilità impiantistiche nel rispetto della nuova destinazione da insediare, in termini di efficienza ed ottimizzazione energetica, manutenzione, agevole removibilità per gli elementi provvisori, di sicurezza e funzionalità dei sistemi e sottosistemi, in termini di qualità ed estetica nel rispetto e nella valorizzazione dell’architettura storica dell’edificio, ed infine in termini di impatto e visibilità nel contesto urbano finalizzati ad una migliore efficacia comunicativa con cittadini e utenti dell’intero comparto.

Vincitore nella gara d’appalto per il recupero del Sottopasso di Bologna Azione 6.7.1

Baustudio ha elaborato per le aziende Moletta Gino e Lolli Raffaele Impianti S.r.l. l’offerta tecnica vincitrice della gara d’appalto per la realizzazione degli interventi per la tutela e la valorizzazione della messa in rete del patrimonio culturale nell’ambito del cantiere relativo al Palazzo Comunale e al sottopasso di Bologna.

Il cantiere messo a bando è di tipo “diffuso”, in quanto occuperà in maniera dinamica spazi e aree diverse all’interno dello stesso complesso, comportando questioni organizzative importanti in termini di accessibilità alle aree oggetto di intervento e interferenza con altri soggetti e attività.

Si è quindi proposto un sistema organizzativo di spazi, percorsi, gruppi di lavoro e gestione delle attrezzature in grado di ottimizzare la gestione delle maestranze, controllare l’avanzamento dei lavori e migliorare la sicurezza di lavoratori, del personale dipendente che opera all’interno del complesso di Palazzo d’Accursio, dei passanti e dei frequentatori dei locali interessati dal cantiere (Sala Borsa, Sala Biagi, ecc.).

La suddivisione si concretizza in una distinzione fisica delle 5 differenti aree di cantiere, identificate con differenti colorazioni nelle grafiche di cantiere, nelle recinzioni e negli strumenti di comunicazione per rendere immediatamente riconoscibile l’ambito di intervento.

È stato concepito un piano di comunicazione integrata su più fronti per accompagnare il progetto d’intervento cogliendo l’occasione dell’apertura di questo cantiere per diffonderne contenuti e risultati in modo ampio ed estensivo.

Tale patrimonio verrà concepito come trasmissibile e capace di coinvolgere un ventaglio vasto e diversificato di soggetti potenzialmente interessati (specialisti e cittadini comuni, dipendenti del Comune e di Sala Borsa, abitanti del quartiere o figure riferibili a bacini di utenza più vasti, turisti). Così facendo, gli strumenti messi a punto per questo intervento manterranno una significatività comunicativa, culturale e comunitaria di lungo termine, il cui valore e utilità rimarranno oltre la stretta durata del cantiere.

Oltre alla gestione degli aspetti cantieristici e di comunicazione, venivano richiesti miglioramenti relativi agli aspetti di comfort acustico/luminoso all’interno della storica Sala Biagi. È stato proposto un sistema di oscuramento interamente meccanizzato composto da più di centocinquanta elementi individuali incassati nei cassettoni della volta principale dall’interno, regolabili in remoto, in grado di garantire il livello di oscuramento necessario, sia essa una conferenza o la proiezione di un video.

In collaborazione con l’ing. Marila Balboni, specializzata in valutazioni acustiche, si è previsto l’impiego di due differenti tipologie di pannellature fonoassorbenti distribuite lungo tutta la sala. I pannelli più grandi, a pavimento, sono montati su carrelli e possono essere riposti all’occorrenza, mentre i flap a soffitto sono ancorati tramite semplici aste sottili alla volta, inserendosi nel contesto storico senza comprometterne la leggibiltà originaria. Le tonalità dei tessuti fonoassorbenti individuate rispecchiano i colori neutri degli intonaci e diffondono la luce del sole in maniera uniforme nell’ambiente aumentando il livello di comfort all’interno della sala.

 

 

Vincitore nella gara d’appalto per il restauro di Palazzo Pio a Tresigallo

Baustudio vince la gara d’appalto per la progettazione ed esecuzione dei lavori sulla base della progettazione preliminare relativi al recupero e restauro di Palazzo Pio a polo museale a Tresigallo Ferrara.

Il gruppo di progettazione è composto da  ASP.ILT. (capogruppo prog. arch.), Baustudio (prog. arch.), GIA Project (prog. strutturale), Stacab (prog. meccanico), studio Giovannini (prog. elettrico), Arch. Gabriele Cavoto (giovane professionista).

L’impresa che si è aggiudicato l’appalto per la realizzazione dell’opera è Orizzonte Costruzioni S.r.l. di Rovigo.

Nel luglio del 2017 è stato consegnato il progetto esecutivo alla Stazione Appaltante. L’inizio del cantiere è previsto per la fine del 2018.

Il progetto proposto consiste in un insieme di interventi in grado di rendere fruibile e accessibile l’edificio alla funzione museale.

Palazzo Pio è ubicato ad est rispetto al centro urbano di Tresigallo dal quale dista circa 1 Km., immediatamente a nord rispetto a via del Mare e circa mt. 100 ad est rispetto via Grotta. L’Amministrazione Comunale di Tresigallo, consapevole dell’importanza storica e monumentale del complesso architettonico denominato Palazzo Pio, situato nei pressi del centro abitato della città, e considerando il monumento importante testimonianza per l’intero territorio ferrarese ha acquistato dai F.lli Matteucci, nel Maggio del 2009, l’intero “Palazzo” lasciato per anni abbandonato a se stesso e all’incuria del tempo. Con progetto finanziato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna all’interno della programmazione ordinaria dei lavori pubblici per il triennio 2011-2012 e dall’Amministrazione del Comune di Tresigallo, sono stati effettuati interventi di restauro e consolidamento della torre di Palazzo Pio, per renderla accessibile e visitabile in tutto il suo volume.

In fasi successive il Comune ha provveduto a realizzare interventi di consolidamento della torre e di tutti i solai lignei dell’edificio.

Il progetto di restauro di Palazzo Pio prevede interventi che vanno a completare e ad ultimare un processo di recupero di tutto il complesso monumentale cinquecentesco di Tresigallo che comprende sia il Palazzo che le sue pertinenze.
Il progetto complessivo riguarda la rifunzionalizzazione degli edifici per adeguarli alle nuove esigenze funzionali richieste dall’Amministrazione.
L’edificio nei secoli è cambiato e mutato sia formalmente che strutturalmente e questo è stato dovuto ai cambiamenti di destinazione d’uso che ha subito nel corso dei secoli. Palazzo Pio nasce come Palazzo per la villeggiatura di famiglie nobili per poi trasformarsi in edificio rurale fino ad essere utilizzato come magazzino da una società di bonifica del territorio. Il progetto prevede un restauro di tipo conservativo e il riadeguamento funzionale dell’edificio perché oggi inadatto a rispondere alle esigenze contemporanee. La nuova destinazione d’uso di Palazzo Pio è quella “museale”.
La realizzazione del Museo nasce dall’esigenza della comunità locale di avere un luogo destinato alle esposizioni e ad eventi culturali legati al proprio territorio in un Palazzo ricco di storia e di memoria. Il complesso museale è formato dal Palazzo, che è il nucleo principale del museo, e dalla sua pertinenza (oggi già restaurata) che si propone come elemento complementare alle funzioni espositive e come elemento di integrazione tra lo spazio pubblico esterno e Palazzo Pio.
Infatti, mentre quest’ultima ospita l’info-point, i servizi e due uffici per la promozione del territorio e dei prodotti agricoli ed artigianali, spetta al Palazzo il compito di ospitare le iniziative di carattere temporaneo come esposizioni o eventi. Palazzo Pio si articola su tre livelli messi in comunicazione tra loro dalla scala all’interno della torre e da una piattaforma elevatrice prevista dal progetto preliminare. Al piano terra si prevedono tre ingressi: quello principale è nell’atrio a sud, il secondo a nord nell’androne e il terzo è previsto nella cappelletta con la riapertura della porta originaria. Al piano terra oltrepassando l’ingresso principale si entra nell’atrio nel quale a sinistra c’è la biglietteria che è collegata con il bookshop realizzato all’interno della cappelletta, a destra la piattaforma elevatrice e la scala all’interno della torre, mentre di fronte l’androne che collega quattro sale espositive. Tutte le sette sale del primo piano sono invece destinate alle esposizioni temporanee, non sono di grandi dimensioni e tutte sono illuminate da luce naturale. Il piano sottotetto è composto dall’antica loggetta che collega le tre grandi sale multimediali e un ufficio posto nell’avancorpo a sud del palazzo.