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Vincitore nella gara d’appalto per i lavori di ripristino strutturale del bene denominato Portico Monumentale di San Luca

Baustudio ha elaborato con ASP.ILT l’offerta tecnica vincitrice della gara d’appalto per il restauro e il ripristino strutturale del portico di S. Luca a Bologna  aggiudicato in modo definitivo all’ATI composto da Candini Arte S.r.l. e Razzetti e Bosazza S.r.l. a maggio 2018.

Il portico di San Luca è uno dei manufatti architettonici che maggiormente caratterizza la città di Bologna, un simbolo e primo contatto visivo con la città. La gara d’appalto bandita dalla Curia di Bologna e aggiudicata in Maggio 2019 prevede lavori per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro.

L’offerta tecnica presentata ha avuto come obiettivo quello di mitigare gli effetti delle lavorazioni sull’ambiente circostante nonché alla adeguata protezione del fabbricato e delle finiture durante le lavorazioni, oltre a garantire una maggior sicurezza ed una operatività del cantiere con riguardo anche ai sistemi ed alle tecnologie. Quanto sopra anche in considerazione della necessità di fruizione del portico di San Luca, che è di fatto un bene di uso pubblico oggi fruito sia con finalità di culto che di turismo e tempo libero.Inoltre l’offerta ha previsto un piano di comunicazione studiato nel dettaglio anche multimediale ed interattivariguardo l’andamento e dei risultati dell’intervento in considerazione della rilevanza del medesimo per il territorio.

Vincitore nella gara d’appalto per la riqualificazione delComplesso edilizio “Palazzo dei Musei- Ex Ospedale Estense”

Baustudio ha elaborato con ASP.ILT l’offerta tecnica vincitrice della gara d’appalto per il restauro dell’Ex Ospedale Estense, estensione del Palazzo dei Musei e della Galleria Estense di Modena nell’ambito del Piano stralcio Cultura e Turismo”Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020 art. 1, co. 703 della L. 23 dicembre 2014, n. 190 (Leggedi stabilità 2015)

Il cantiere per il restauro con miglioramento sismico dell’Ex Ospedale Estense di Modena è previsto in avvio nel 2019. E’ terminata, infatti, la gara d’appalto con procedura a offerta economicamente più vantaggiosa dal valore di quasi 14 milioni di euro, con l’assegnazione, in via definitiva all’ATI costituita tra D’ADIUTORIO APPALTI E COSTRUZIONI S.R.L., RAZZETTI E BOSAZZA S.R.L., CANDINI ARTE S.R.L.A&T S.P.A.

Il Comune di Modena, proprietario del complesso oggetto di intervento, intende realizzare la riqualificazione dell’intero complesso edilizio denominato “Palazzo dei Musei – Ex Ospedale Estense” attraverso un opera di rifunzionalizzazione e di restauro, creando un luogo complesso di forte interesse, capace di collegarsi fisicamente con le aree adiacenti non solo sotto il profilo urbanistico e architettonico, ma anche sociale e antropologico.

L’ex-Ospedale Estense, oggetto principale degli interventi in progetto è  delimitato a nord da Piazza Sant’Agostino, ad est dalla Chiesa omonima, ad ovest dal Palazzo dei Musei (che costituisce un unico complesso edilizio con l’Ex Ospedale Estense) e con Viale Vittorio Veneto, a sud con edifici di  proprietà privata a destinazione residenziale.

Il complesso immobiliare di origine settecentesca occupa un intero isolato  nel centro storico di Modena e come sopra descritto si colloca in un luogo di confine tra il centro storico propriamente detto ed il tessuto urbano  novecentesco. L’isolato è inoltre caratterizzato dalla facile accessibilità con i mezzi di trasporto sia pubblici sia privati e dalla vicinanza al futuro Complesso Sant’Agostino (anche esso di origine settecentesca che si affaccia su largo S. Agostino), dalla facoltà di Economia e Commercio (Foro Boario),  dalla Fondazione Universitaria “Marco Biagi” ed al grande parcheggio  interrato presente all’interno del parco Novi-Sad.

La riqualificazione del complesso e la rifunzionalizzazione dell’ex-Ospedale Estense passa attraverso le due fasi del restauro e dell’innovazione, intesi non come fatti separati ma come fatti metodologicamente integrati. Le due fasi, intrinsecamente legate, hanno due obiettivi:

· La conservazione e il rafforzamento della leggibilità della fabbrica  settecentesca, attraverso la restituzione, dove possibile, delle spazialità originali. Questa operazione comporta la rimozione di limitate parti  incongrue che via via si sono sedimentate sull’impianto originale e la  riscoperta delle strutture originali.

· La ricucitura a livello funzionale ed anche fisico con l’adiacente Palazzo dei Musei, ricostituendo l’unitarietà dell’antico complesso settecentesco.

Vincitore nella gara d’appalto per il Nuovo Teatro delle Passioni a Modena

Baustudio ha elaborato con ASP.ILT e JB Group l’offerta tecnica vincitrice della gara d’appalto per la realizzazione della nuova sede del Teatro delle passioni a Modena, aggiudicato in modo provvisorio a CME e OT S.r.l a dicembre 2017 dal Comune di Modena.

 

Il cantiere per la realizzazione del Nuovo Teatro delle Passioni, con la riqualificazione dell’edificio ex Enel nel comparto Amcm a Modena, potrà essere avviato entro l’estate. E’ terminata, infatti, la gara d’appalto con procedura a offerta economicamente più vantaggiosa per il primo stralcio funzionale dell’intervento, dal valore di cinque milioni di euro, con l’assegnazione, in via provvisoria per le consuete procedure amministrative di controllo, all’associazione temporanea di imprese costituita da Cme (Consorzio imprenditori edili di Modena) e Ot srl di Mirandola.

Nell’area compresa tra via Buon Pastore, via Carlo Sigonio e via Peretti, destinata a trasformarsi nel Parco della creatività, è già stato realizzato l’intervento di riqualificazione dell’ex centrale Aem, sede del Laboratorio aperto sul tema “cultura, spettacolo, creatività” e della scuola di Emilia Romagna Teatro, mentre nel corso dell’estate sono in programma anche lavori di riqualificazione di una parte dell’area esterna con la pavimentazione in pietra di Luserna delle zone perimetrali dei due edifici.

Il Nuovo Teatro delle Passioni avrà una sala spettacolo da 150 posti, camerini, “foyer” con biglietteria e guardaroba nel corpo centrale del complesso, un bar ristorante con soppalco e accesso sul terrazzo. L’intervento del primo stralcio riguarda una superficie di 2.200 metri quadri, rispetto alla superficie totale di 5.500 metri dello stabile nel suo complesso, e prevede anche le opere di adeguamento sismico e antincendio dell’intero edificio costruito nel 1920 nonché le opere impiantistiche esterne e il polo tecnologico in sede remota.

Le migliorie tecniche offerte sono state selezionate per implementare la qualità complessiva dell’opera, in termini di prestazioni di prodotti e materiali impiegati, di durabilità e manutenzione degli stessi, di semplicità d’uso e flessibilità impiantistiche nel rispetto della nuova destinazione da insediare, in termini di efficienza ed ottimizzazione energetica, manutenzione, agevole removibilità per gli elementi provvisori, di sicurezza e funzionalità dei sistemi e sottosistemi, in termini di qualità ed estetica nel rispetto e nella valorizzazione dell’architettura storica dell’edificio, ed infine in termini di impatto e visibilità nel contesto urbano finalizzati ad una migliore efficacia comunicativa con cittadini e utenti dell’intero comparto.

Vincitore nella gara d’appalto per il recupero del Sottopasso di Bologna Azione 6.7.1

Baustudio ha elaborato per le aziende Moletta Gino e Lolli Raffaele Impianti S.r.l. l’offerta tecnica vincitrice della gara d’appalto per la realizzazione degli interventi per la tutela e la valorizzazione della messa in rete del patrimonio culturale nell’ambito del cantiere relativo al Palazzo Comunale e al sottopasso di Bologna.

Il cantiere messo a bando è di tipo “diffuso”, in quanto occuperà in maniera dinamica spazi e aree diverse all’interno dello stesso complesso, comportando questioni organizzative importanti in termini di accessibilità alle aree oggetto di intervento e interferenza con altri soggetti e attività.

Si è quindi proposto un sistema organizzativo di spazi, percorsi, gruppi di lavoro e gestione delle attrezzature in grado di ottimizzare la gestione delle maestranze, controllare l’avanzamento dei lavori e migliorare la sicurezza di lavoratori, del personale dipendente che opera all’interno del complesso di Palazzo d’Accursio, dei passanti e dei frequentatori dei locali interessati dal cantiere (Sala Borsa, Sala Biagi, ecc.).

La suddivisione si concretizza in una distinzione fisica delle 5 differenti aree di cantiere, identificate con differenti colorazioni nelle grafiche di cantiere, nelle recinzioni e negli strumenti di comunicazione per rendere immediatamente riconoscibile l’ambito di intervento.

È stato concepito un piano di comunicazione integrata su più fronti per accompagnare il progetto d’intervento cogliendo l’occasione dell’apertura di questo cantiere per diffonderne contenuti e risultati in modo ampio ed estensivo.

Tale patrimonio verrà concepito come trasmissibile e capace di coinvolgere un ventaglio vasto e diversificato di soggetti potenzialmente interessati (specialisti e cittadini comuni, dipendenti del Comune e di Sala Borsa, abitanti del quartiere o figure riferibili a bacini di utenza più vasti, turisti). Così facendo, gli strumenti messi a punto per questo intervento manterranno una significatività comunicativa, culturale e comunitaria di lungo termine, il cui valore e utilità rimarranno oltre la stretta durata del cantiere.

Oltre alla gestione degli aspetti cantieristici e di comunicazione, venivano richiesti miglioramenti relativi agli aspetti di comfort acustico/luminoso all’interno della storica Sala Biagi. È stato proposto un sistema di oscuramento interamente meccanizzato composto da più di centocinquanta elementi individuali incassati nei cassettoni della volta principale dall’interno, regolabili in remoto, in grado di garantire il livello di oscuramento necessario, sia essa una conferenza o la proiezione di un video.

In collaborazione con l’ing. Marila Balboni, specializzata in valutazioni acustiche, si è previsto l’impiego di due differenti tipologie di pannellature fonoassorbenti distribuite lungo tutta la sala. I pannelli più grandi, a pavimento, sono montati su carrelli e possono essere riposti all’occorrenza, mentre i flap a soffitto sono ancorati tramite semplici aste sottili alla volta, inserendosi nel contesto storico senza comprometterne la leggibiltà originaria. Le tonalità dei tessuti fonoassorbenti individuate rispecchiano i colori neutri degli intonaci e diffondono la luce del sole in maniera uniforme nell’ambiente aumentando il livello di comfort all’interno della sala.

 

 

Vincitore nella gara d’appalto per il restauro di Palazzo Pio a Tresigallo

Baustudio vince la gara d’appalto per la progettazione ed esecuzione dei lavori sulla base della progettazione preliminare relativi al recupero e restauro di Palazzo Pio a polo museale a Tresigallo Ferrara.

Il gruppo di progettazione è composto da  ASP.ILT. (capogruppo prog. arch.), Baustudio (prog. arch.), GIA Project (prog. strutturale), Stacab (prog. meccanico), studio Giovannini (prog. elettrico), Arch. Gabriele Cavoto (giovane professionista).

L’impresa che si è aggiudicato l’appalto per la realizzazione dell’opera è Orizzonte Costruzioni S.r.l. di Rovigo.

Nel luglio del 2017 è stato consegnato il progetto esecutivo alla Stazione Appaltante. L’inizio del cantiere è previsto per la fine del 2018.

Il progetto proposto consiste in un insieme di interventi in grado di rendere fruibile e accessibile l’edificio alla funzione museale.

Palazzo Pio è ubicato ad est rispetto al centro urbano di Tresigallo dal quale dista circa 1 Km., immediatamente a nord rispetto a via del Mare e circa mt. 100 ad est rispetto via Grotta. L’Amministrazione Comunale di Tresigallo, consapevole dell’importanza storica e monumentale del complesso architettonico denominato Palazzo Pio, situato nei pressi del centro abitato della città, e considerando il monumento importante testimonianza per l’intero territorio ferrarese ha acquistato dai F.lli Matteucci, nel Maggio del 2009, l’intero “Palazzo” lasciato per anni abbandonato a se stesso e all’incuria del tempo. Con progetto finanziato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna all’interno della programmazione ordinaria dei lavori pubblici per il triennio 2011-2012 e dall’Amministrazione del Comune di Tresigallo, sono stati effettuati interventi di restauro e consolidamento della torre di Palazzo Pio, per renderla accessibile e visitabile in tutto il suo volume.

In fasi successive il Comune ha provveduto a realizzare interventi di consolidamento della torre e di tutti i solai lignei dell’edificio.

Il progetto di restauro di Palazzo Pio prevede interventi che vanno a completare e ad ultimare un processo di recupero di tutto il complesso monumentale cinquecentesco di Tresigallo che comprende sia il Palazzo che le sue pertinenze.
Il progetto complessivo riguarda la rifunzionalizzazione degli edifici per adeguarli alle nuove esigenze funzionali richieste dall’Amministrazione.
L’edificio nei secoli è cambiato e mutato sia formalmente che strutturalmente e questo è stato dovuto ai cambiamenti di destinazione d’uso che ha subito nel corso dei secoli. Palazzo Pio nasce come Palazzo per la villeggiatura di famiglie nobili per poi trasformarsi in edificio rurale fino ad essere utilizzato come magazzino da una società di bonifica del territorio. Il progetto prevede un restauro di tipo conservativo e il riadeguamento funzionale dell’edificio perché oggi inadatto a rispondere alle esigenze contemporanee. La nuova destinazione d’uso di Palazzo Pio è quella “museale”.
La realizzazione del Museo nasce dall’esigenza della comunità locale di avere un luogo destinato alle esposizioni e ad eventi culturali legati al proprio territorio in un Palazzo ricco di storia e di memoria. Il complesso museale è formato dal Palazzo, che è il nucleo principale del museo, e dalla sua pertinenza (oggi già restaurata) che si propone come elemento complementare alle funzioni espositive e come elemento di integrazione tra lo spazio pubblico esterno e Palazzo Pio.
Infatti, mentre quest’ultima ospita l’info-point, i servizi e due uffici per la promozione del territorio e dei prodotti agricoli ed artigianali, spetta al Palazzo il compito di ospitare le iniziative di carattere temporaneo come esposizioni o eventi. Palazzo Pio si articola su tre livelli messi in comunicazione tra loro dalla scala all’interno della torre e da una piattaforma elevatrice prevista dal progetto preliminare. Al piano terra si prevedono tre ingressi: quello principale è nell’atrio a sud, il secondo a nord nell’androne e il terzo è previsto nella cappelletta con la riapertura della porta originaria. Al piano terra oltrepassando l’ingresso principale si entra nell’atrio nel quale a sinistra c’è la biglietteria che è collegata con il bookshop realizzato all’interno della cappelletta, a destra la piattaforma elevatrice e la scala all’interno della torre, mentre di fronte l’androne che collega quattro sale espositive. Tutte le sette sale del primo piano sono invece destinate alle esposizioni temporanee, non sono di grandi dimensioni e tutte sono illuminate da luce naturale. Il piano sottotetto è composto dall’antica loggetta che collega le tre grandi sale multimediali e un ufficio posto nell’avancorpo a sud del palazzo.